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Dichiarazione internazionale degli editori indipendenti
per la tutela e la promozione della bibliodiversità *
Parigi, 1 - 4 luglio 2007
Premessa
Il ruolo degli editori indipendenti come attori essenziali della distribuzione delle idee, della formazione dell’essere umano, è oggi gravemente compromesso in tutto il mondo. La bibliodiversità – la diversità culturale del libro – è in pericolo.
Gli editori indipendenti sono, infatti, colpiti in pieno dalla globalizzazione dell’economia, che facilita la finanziarizzazione del settore, attualmente dominato dai grandi gruppi che possiedono i finanziamenti, i mezzi di comunicazione e di distribuzione. La standardizzazione dei contenuti è in agguato.
La ricerca del solo profitto spinge l’editoria verso una mercificazione che non è compatibile con la creazione e la diffusione di prodotti culturali, mentre il libro dovrebbe essere un bene pubblico.
Di fronte a queste minacce, noi, 75 editori indipendenti di oltre 45 paesi – compresi i rappresentanti di associazioni che riuniscono in totale più di 465 case editrici – riuniti all’Assemblea internazionale dell’editoria indipendente a Parigi, presso la Biblioteca Nazionale di Francia, dal 1° al 4 luglio 2007, riaffermiamo la nostra volontà di resistere e di agire insieme.
Aderiamo pienamente ai princìpi della Convenzione per la tutela e la promozione della diversità delle espressioni culturali dell’Unesco, entrata in vigore il 18 marzo 2007. Desideriamo contribuire concretamente alla sua realizzazione per quanto riguarda il nostro settore culturale. Riteniamo che l’associazione che formiamo abbia il diritto di rappresentare e di difendere la bibliodiversità e l’editoria indipendente, specialmente di fronte alle organizzazioni internazionali e agli Stati impegnati nell’applicazione della Convenzione e nell’attuazione di politiche nazionali per il libro e la lettura.
Dichiarazione
Per prima cosa, denunciamo con forza ogni forma di censura, che sia diretta, indiretta o che si tratti di autocensura. Dichiariamo piena solidarietà a tutti i nostri colleghi editori, agli autori e a tutti gli altri professionisti del libro che, ancora oggi, subiscono forme di intimidazione, violenze morali e fisiche o finiscono in carcere, con gravi danni per la loro attività e rischi personali. Dobbiamo constatare, inoltre, lo sviluppo di forme di censura meno dirette, che possono avere cause amministrative (blocchi alle dogane, tasse arbitrarie ecc.), legali e finanziarie oppure derivare da un meccanismo di autocensura. Anche i fenomeni di concentrazione e finanziarizzazione del settore editoriale influiscono in modo più o meno diretto sull’inasprimento o sulla ricomparsa di forme di censura.
Constatiamo che le leggi antiterrorismo e quelle relative alla pubblica sicurezza hanno ridotto, da alcuni anni, la libertà di espressione in tutto il mondo. Intendiamo lottare contro tale degrado.
Siamo particolarmente allarmati dal fatto che non ci sia scambio di iniziative e idee tra le culture, soprattutto attraverso i libri. Notiamo, ad esempio, che pochissimi libri sono tradotti in inglese o in arabo, mentre la maggior parte delle traduzioni riguarda opere scritte in inglese. Temiamo un impoverimento delle identità culturali e il definitivo avvento di un pensiero dominante. Chiediamo unanimemente e solennemente una raccolta urgente di fondi e incentivi alla traduzione destinati, prima di tutto, agli editori indipendenti. Chiediamo a tutti gli Stati, all’autorità pubblica, ai mecenati di destinare urgentemente finanziamenti alla traduzione di opere, contribuendo a ricreare e a rafforzare i legami tra le società umane.
Siamo sempre più convinti che le coedizioni rappresentino anche un utile strumento del dialogo interculturale – soprattutto quando sono il frutto di un impegno collettivo che si traduce in accordi commerciali solidali. Ci impegniamo a portare avanti la riflessione – arricchita dall’esperienza – sul concetto di “libro equo e solidale”.
Ci dichiariamo favorevoli alla sovranità degli Stati in materia di politiche culturali, politiche che non devono, tuttavia, limitare la libertà di espressione né i diritti umani. Bisogna che sia rispettato, difeso, applicato un diritto sovrano che autorizzi l’istituzione di politiche e di leggi a favore del libro, che tutelino e assicurino la promozione di aziende culturali indipendenti. Tale sovranità potrebbe, ad esempio, permettere la promulgazione di leggi che garantiscano il prezzo fisso, l’approvazione di sgravi fiscali, lo sviluppo delle biblioteche e della lettura pubblica, la tutela e l’incremento delle librerie indipendenti, l’acquisto, da parte di enti pubblici, di libri stampati localmente, l’adozione di tariffe preferenziali per il trasporto di libri a livello nazionale.
Il libro e l’editoria fanno parte di un’eredità culturale locale, ma anche universale. La diffusione delle opere deve passare necessariamente attraverso la coedizione solidale e la cessione dei diritti, soprattutto quando i livelli di sviluppo sono disuguali. Sosteniamo, inoltre, la pubblicazione in lingue locali o di minoranze e ci dichiariamo solidali con gli editori che la incoraggiano.
Chiediamo la revisione degli accordi di Firenze. Non siamo contrari alla libera circolazione dei libri ma, purtroppo, essa è troppo spesso svantaggiosa per i mercati e le aziende locali e nazionali. Bisogna compensare lo squilibrio negli scambi tra paesi che sono forti esportatori di libri e i paesi importatori.
Invitiamo le associazioni e le istituzioni che regalano libri a far sì che il loro agire non penalizzi l’editoria locale. Riteniamo prioritario ripensare l’omaggio di libri e i suoi meccanismi, conferirgli un nuovo significato, adeguarlo ai tempi moderni.
È essenziale che gli editori indipendenti possano accedere al mercato pubblico dei loro paesi. L’editoria scolastica deve essere necessariamente affidata agli editori locali indipendenti sia per ragioni di sviluppo economico sia perché è fondamentale che i contenuti siano elaborati localmente.
Ci sembra essenziale che venga creato un contesto fiscale favorevole all’industria del libro. Si tratta innanzi tutto di ridurre le tasse sui libri, ma anche di detassare il più possibile l’importazione di materiali indispensabili alla produzione di libri. Ci rammarichiamo vivamente che il Protocollo di Nairobi non sia stato firmato, ratificato né rispettato da tutti.
Vogliamo riaffermare la nostra interdipendenza dai protagonisti della catena produttiva del libro: gli autori, i traduttori, i librai e i bibliotecari. In particolare, ci sentiamo legati da un destino comune ai librai indipendenti. Non dimentichiamo che i librai indipendenti sono, come i loro omologhi editori, operatori culturali e sociali di fondamentale importanza per l’informazione e la formazione delle persone. Editori e librai devono collaborare a rendere manifesta la propria indipendenza e il suo significato.
In alcuni paesi, la deregulation della distribuzione, dovuta alla concentrazione, minaccia l’intera catena produttiva del libro. Chiediamo che i canali di distribuzione esistenti siano sottoposti a regole e che vengano creati canali alternativi di diffusione.
Le biblioteche pubbliche appartengono di diritto alla catena produttiva del libro. Attraverso l’acquisto di opere, devono riflettere la diversità culturale e favorire lo sviluppo dell’editoria locale, assolvendo alla loro funzione sociale di educazione alla lettura.
È imprescindibile che si progettino e si applichino leggi eque riguardo ai diritti d’autore, leggi che permettano di tutelare gli scrittori, garantendo, al tempo stesso, l’accesso alla conoscenza. Si tratta, innanzi tutto, di impedire il monopolio della conoscenza e un’eccessiva appropriazione privata del sapere. Inoltre, l’accesso alle nuove tecnologie è d’importanza capitale: infatti, esse sono indispensabili alla bibliodiversità.
Siamo consapevoli, mentre lottiamo per rivendicare i nostri diritti, di dover riconoscere i nostri doveri e le nostre responsabilità, di ordine culturale, sociale e ambientale.
Al termine di queste quattro giornate di lavoro collettivo constatiamo ancora una volta che la nostra Unione è un prezioso spazio di contatti umani, di dialogo e di scambi culturali, di condivisione di esperienze, di confronto di saperi professionali, di elaborazione e di realizzazione di progetti editoriali innovativi, di programmazione di interventi di tutela dell’editoria indipendente e della bibliodiversità. Siamo pienamente consapevoli di dover riflettere e progettare agendo in prima persona.
Invitiamo, infine, gli editori indipendenti di tutto il mondo a riunirsi, a livello nazionale, ma anche regionale e internazionale, in associazioni e gruppi che consentano maggiormente di difendere i nostri diritti e di far sentire la nostra voce. Insieme, con l’appoggio delle istituzioni pubbliche, dei mecenati, delle organizzazioni internazionali, intendiamo continuare a tutelare e a promuovere l’editoria indipendente e la bibliodiversità.
Parigi, mercoledì 4 luglio 2007
Elenco dei firmatari
Sindhu ABEBE, Éditions Sindhu, Etiopia
Nouri ABID, Éditions Med Ali, Tunisia
Joachim ADJOVI, Association Afrilivres, Bénin –-associazione di 55 editori dell’africa francofona al sud del Sahara
Silvia AGUILERA, Lom editorial, Cile
Bahman AMINI, Éditions Khavaran, Iran – Francia
Marie-Agathe AMOIKON FAUQUEMBERGUE, Éditions Éburnie, Costa d’Avorio
Pascal ASSATHIANY, Éditions du Boréal, Québec – Canada
Bichr BENNANI, Tarik éditions, Marocco
Pierre BERTRAND, Éditions Couleur livres, Belgio
Dominique BIGOURDAN, Éditions Sang de la Terre, Francia
Joseph BOU AKL, Éditions Dar Al-Farabi, Libano
Isabelle BOURGUEIL, L’or des fous éditeur, Francia
Indu CHANDRASEKHAR, Tulika Books, India
Russell CLARKE, Éditions Jacana, Sud Africa
Sandro COHEN, Editorial Colibrí, Messico
Gilles COLLEU, Éditions Vents d’ailleurs, Francia
Arielle CORBANI, Éditions de l’Atelier, Francia
Germán CORONADO, Ediciones Peisa, Perù
Ana DANIELI, Ediciones Trilce, Uruguay
Héctor DINSMANN, Libros de la Araucaria, Argentina
Serge DONTCHUENG KOUAM, Presses Universitaires d’Afrique, Camerun
Jacques DOS SANTOS, Edições Chá de Caxinde, Angola
Iñaki EGAÑA, Éditions Txalaparta, Paesi Baschi – Spagna
Fatma EL BOUDY, Elain Publishing, Egitto
Josemari ESPARZA, Éditions Txalaparta, Paesi Baschi – Spagna
Marc FAVREAU, The New Press, Stati Uniti
Araken GOMEZ RIBEIRO, Éditions Contra Capa et Liga Brasileira de Editores (LIBRE), Brasile – Associazione di 100 case editrici
Müge GURSOY SOKMEN, Éditions Metis, Turchia
Agnès GYR-UKUNDA, Éditions Bakame, Ruanda
Sofiane HADJADJ, Éditions Barzakh, Algeria
Pablo HARARI, Ediciones Trilce, Uruguay
Susan HAWTHORNE, Spinifex Press, Australia
Jutta HEPKE, Éditions Vents d’ailleurs, Francia
Dorothée-Gérard HOUESSOU, Les éditions du Flamboyant, Bénin
Federico IBÁÑEZ, Association Bibliodiversidad, Spagna – associazione di 129 case editrici indipendenti
Guido INDIJ, la marca editora et Los Editores Independientes de Argentina por la Diversidad Bibliográfica (EDINAR), Argentina – Associazione di 33 case editrici indipendenti
Yasmin ISSAKA, Éditions Graines de pensées, Togo
Aline JABLONKA, Éditions Charles Léopold Mayer, Francia
Ivana JINKINGS, Boitempo Editorial, Brasile
Renate KLEIN, Spinifex Press, Australia
Hamidou KONATÉ, Éditions Jamana, Mali
Octavio KULESZ, Libros del Zorzal, Argentina
Béatrice LALINON GBADO, Éditions Ruisseaux d’Afrique, Bénin
Alvaro LASSO, Éditions estruendomudo, Perù
Anne LIMA, Éditions Chandeigne, Francia
Sami MENIF, Cérès éditions, Tunisia
Ritu MENON, Éditions Women Unlimited et Independent Publishers’ Group, India – associazione di 10 case editrici indipendenti
Anita MOLINO, Federazione Italiana degli Editori Indipendenti (FIDARE) Italia – associazione di 90 case editrici indipendenti
Julie MONGEAU, Les éditions écosociété, Québec – Canada
Auguste MOUSSIROU-MOUYAMA, Les éditions du Silence, Gabon
Pablo MOYA, Alianza de Editoriales Mexicanas Independientes (AEMI), Messico –associazione di 15 case editrici indipendenti
Aïda et Nabil MROUEH, Éditions Al-Intishar, Libano
Jean-Claude NABA, Sankofa & Gurli éditions, Burkina Faso
Abdeljalil NADEM, Éditions Toubkal, Marocco
Lidio PERETTI, Editora Vozes, Brasile
José Antonio QUIROGA, Plural Editores, Bolivia
Claude RABENORO, Éditions Tsipika, Madagascar
Marie-Michèle RAZAFINTSALAMA, Presse Edition et Diffusion, Madagascar
Jean RICHARD, Éditions en bas, Svizzera
Juan Carlos SÁEZ, Editores de Chile (EDIN), Cile, associazione di 35 case editrici indipendenti
Rodney SAINT-ÉLOI, Éditions Mémoire d’encrier, Haïti – Canada
Asdrúbal SÁNCHEZ, Editorial Laboratorio Educativo, Venezuela
André SCHIFFRIN, The New Press, Stati Uniti
Virginie SÉGUINAUD, Éditions Donniya, Mali
Abdulai SILA, Ku Si Mon Editora, Guinea Bissau
Paulo SLACHEVSKY, Lom Editorial, Cile
Bernard STEPHAN, Les éditions de l’Atelier, Francia
José TAVARES, Éditions Campo das Letras, Portogallo
Roger TAVERNIER, Éditions Emina Soleil, Francia
Susannah TREFGARNE, Zed Books, Regno Unito
Abdón UBIDIA, Editorial El Conejo, Ecuador
Marcelo URIBE, Ediciones Era, Messico
Jacqueline WAGENSTEIN, Colibri Books, Bulgaria
Cristina WARTH, Pallas Editora, Brasile
XUE Kuisong, Éditions Sanlian, Cina
* fonte FidAre federaz Italiana Editori Indipendenti
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